Domenico di Palo

ANTONIO ROSSANO


“Renato e i giacobini” del tranese Domenico di Palo: storia di un romanzo mai scritto: Ricordi di guerra, ricordi e delusioni, e la sensazione di aver giocato per una vita a fare il profeta disarmato…

La casa editrice Palomar prosegue in una tenace, intelligente opera di valorizzazione di scrittori pugliesi, affrontando con coraggio il super affollato scaffale di quei romanzi che sono anche storie di vita e d’ambienti.
E’ il caso di “Renato e i giacobini”, del tranese Domenico di Palo. All’ombra di una delle più coreografiche cattedrali pugliesi si snoda una vicenda che è insieme vera e metaforica: la storia di un romanzo mai scritto eppure raccontato nel suo divenire, nel suo essere sempre allo stato embrionale.
Renato, il protagonista, è nutrito di buone letture, con dentro il rodersi per esiti letterari vagheggiati, persino un po’ pretesi, eppure mai perseguiti con la necessaria tenacia: un po’ per indolenza e un po’ per una inconfessabile, mai accettata incapacità oggettiva di andare oltre un progetto ambizioso solo nelle intenzioni. Siamo davanti a un romanzo a più strati, con ampi squarci autobiografici: i ricordi di guerra, a Trani e in Toscana, gli anni dell’impegno politico ( i “giacobini”, appunto, e il ’68: quanti ricordi e quante delusioni!). Il racconto non fa sconti a nessuno; né all’autore, né tanto meno ai suoi interlocutori spesso chiamati in causa con nomi e cognomi: Reichlin, Pasolini, gli amici della federazione comunista di via Trevisani, a Bari, i transfughi del Circolo del Cinema, una delle tante iniziative tentate per ravvivare la stantia vita culturale della sonnacchiosa provincia, per respirare aromi diversi dal piatto conformismo dominante. Amare considerazioni, alla fine: la sensazione di aver sputato per aria, di aver giocato per una vita a fare il profeta disarmato, un don Chisciotte che s’è ridotto a parlarsi addosso: “Chi sono? Uno che oggi teorizza il romanzo da scrivere”.

                                                                                                                Antonio Rossano


*  In “CONTRAPPUNTI”, mensile diretto da Franco Chieco, Bari, Anno XII, n. 5 (112), maggio 2006.

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